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Matteo's BlogAugust 31 I Campioni 2006/2007Ecco la composizione ufficiale della rosa del Milan 2006-2007: PORTIERI: Dida, Kalac, Fiori. DIFENSORI: Paolo Maldini; Bonera, Cafu, Costacurta, Favalli, Jankulovski, Kaladze, Nesta, Simic. CENTROCAMPISTI: Ambrosini, Brocchi, Gattuso, Gourcuff, Kakà, Pirlo, Seedorf, Serginho. ATTACCANTI: Borriello, Gilardino, Inzaghi e Ricardo Oliveira August 23 I-M-P-L-A-C-A-B-I-L-EPippo Inzaghi: ancora gol! Milan: ancora Champions League! In un Marakana stracolmo di tifosi della Stella Rossa, il Milan conquista il meritato accesso all’edizione 2006/07 della Uefa Champions League. La millesima partita dell’era berlusconiana segna l’accesso alla competizione per club più prestigiosa, più emozionante, più desiderata. Sono solo 100 i tifosi milanisti presenti a Belgrado, tanti quanti i biglietti messi a disposizione dalla Stella Rossa. Ma il Milan non si fa intimorire: come dichiarato da Clarence Seedorf, autore del secondo gol, alla partenza da Malpensa, la squadra rossonera è di casa nei grandi stadi d’Europa. E grazie al successo nel preliminare tornerà a visitarli nella stagione che si avvicina sempre di più. Torniamo a respirare l’aria della Champions, affronteremo gli avversari più forti e vivremo ancora tante emozioni insieme al Milan. Anche nel preliminare contro lo Slovan Liberec della Champions League 2002/03 Inzaghi aveva segnato sia all’andata che al ritorno. Pippo c’è sempre, comunque, ma questa volta anche il Milan è presente: rispetto a quel preliminare infatti la squadra rossonera non ha avuto incertezze. Ancelotti l’aveva detto che rispetto a quel preliminare il Milan è oggi una squadra con più esperienza, e in effetti nonostante la scarsa preparazione i rossoneri hanno sempre mostrato di controllare la partita. Grazie campioni, dopo una lunga estate di sofferenze potete tornare nel posto che vi spetta: fra le squadre più forti d’Europa. Bentornata, Champions League! August 22 Mille partite, un solo PresidenteSilvio Berlusconi è riuscito a mettere in pratica un sogno, un’idea che vent’anni fa forse nessuno osava nemmeno immaginare. Ha ‘salvato’ i diavoli rossoneri dall’Inferno, portandoli direttamente in Paradiso. Nessuna fermata intermedia. Perché poi, se si può evitare? Ha visto delle potenzialità nascoste, ha investito tempo, denaro ed energie nella squadra che è entrata nel cuore di tutti gli amanti del bel calcio. Questa sera il Milan giocherà la sua millesima partita sotto la presidenza Berlusconi, ma siamo sicuri che i tifosi rossoneri questo conto non vorrebbero nemmeno tenerlo. Perché numerare le partite, quando la speranza è che questo conteggio possa non finire mai? Sì, vogliamo proprio perdere il conto delle partite del Milan di Berlusconi. Ci piace contare ‘solo’ le coppe, i trofei, gli scudetti: questo è un vezzo che possiamo permetterci e che ci concediamo volentieri. Ma al nostro Presidente non si possono porre limiti, e a noi piace così. L’augurio è quindi che questa millesima candelina sia una delle tante, la prima di una serie infinita. Forse è stato il destino, chissà, a stabilire che la partita numero 1000 del Milan berlusconiano dovesse essere quella decisiva per entrare ufficialmente in Champions League, la coppa per club più prestigiosa, quella che per i milanisti ha un sapore speciale. E così ci troviamo a vedere la millesima partita di questo Milan con una motivazione speciale, e lo facciamo in una data importante, contro un avversario che evoca bei ricordi, e in uno stadio suggestivo. Sì, perché era proprio il 22 agosto del 2000 che il Milan batteva 3 a 0 la Dinamo Zagabria nel preliminare e conquistava così l’accesso alla Champions League. E proprio in casa della Stella Rossa abbiamo guadagnato i quarti di Coppa Campioni nella stagione 1988/89, che alla fine ci vide vincenti. Guardando le statistiche scopriamo che di 999 partite giocate da questo Milan ben 522 lo hanno visto uscire vincitore. Che lo scorso anno il Milan ha collezionato ben 28 vittorie in campionato su 38 partite. Che in Champions League ha vinto più della metà delle partite giocate, nonostante lo spessore degli avversari. Però c’è qualcosa che dai numeri non può trasparire: lo spirito, l’anima di questa squadra. Vincere sì, ma dando spettacolo. Festeggiare, va bene, ma sentendo l’appartenenza ai colori rossoneri. Fare calcoli, far quadrare i bilanci, salvo poi sciogliersi davanti a un campione. Il Milan è una questione di cuore, ma non di uno qualsiasi: di un cuore ‘grande così’. E allora riprendiamo uno striscione esposto dai tifosi a San Siro in occasione del ventesimo anno di presidenza e a Silvio Berlusconi diciamo: “Hai scritto la pagina più bella, ci hai regalato 1000 partite da leggenda: grazie, Presidente”. July 10 Il motore azzurroPrima di questo Mondiale Pirlo e Gattuso, il cuore e i polmoni del centrocampo milanista, si sono sfilati la maglia rossonera per vestire con orgoglio quella azzurra della nazionale. Una responsabilità in più affrontata con la serenità e le qualità di sempre. Andrea Pirlo ha ricevuto una lunga serie di complimenti, è stato nominato “Man of the match” Fifa nella semifinale con la Germania e nella finale con la Francia. Nella vittoria decisiva ha lasciato la sua firma: ha calciato l’angolo dal quale è arrivato il pareggio e ha tirato il primo rigore. I campioni, si sa, nella sequenza dei rigori calciano il primo o l’ultimo, e Andrea ha rotto il ghiaccio marcando il primo vantaggio. Nemmeno un’ammonizione per lui, non si è lasciato coinvolgere in nessuna situazione discutibile. Piuttosto silenzioso in conferenza stampa, molto concreto in campo. Ad Andrea piace farsi notare solo per come fa girare palla e squadra. Niente parole in libertà fuori dal campo, nessun comportamento sleale quando gioca. A fare coppia con Andrea nel centrocampo azzurro c’è un altro milanista: Rino Gattuso. E’ stato in assoluto il giocatore più utilizzato in nazionale da quando Lippi è diventato ct, con 1767 minuti giocati, e nonostante il suo gioco si basi soprattutto sull’interdizione e sul recupero dei palloni, Rino non è mai stato squalificato. Tanto coraggio, tanti polmoni e un occhio di riguardo per i tifosi: gioca per loro e quando smettono di cantare lui si gira verso gli spalti, alza le braccia e li incita a tifare. “Non gli basta mai”, verrebbe da dire. Perché lui è così, gioca fino all’ultimo respiro, lotta su ogni pallone. Ma tende sempre la mano all’avversario, lo aiuta a rialzarsi. Eccola la coppia che forma il “motore” del centrocampo azzurro. Un motore corretto, efficace e pulito, coraggioso e leale. Un’ammonizione in due, una coppia di medaglie d’oro e un posto nella storia del calcio. Ma Pirlo e Gattuso per i milanisti non sono una sorpresa. In Germania hanno fatto quello che fanno d’abitudine a San Siro, hanno portato la loro bravura unita a correttezza e forza di volontà inesauribili. Un centrocampo da veri Campioni del Mondo. July 07 Tutti unitiOggi è stato il giorno delle arringhe difensive dei legali del Milan. Per la prima volta nell’aula del processo sul calcio alla Caf si sono sentite parole come “dna”, “modestia” e “orgoglio”. Anche dalle parole dei legali del Milan, di Galliani e di Meani, traspare quel senso di appartenenza ai colori rossoneri che accomuna tutti i milanisti. Siano essi tifosi, dirigenti, o avvocati, il leit motiv non cambia. Come detto da Marco De Luca, legale di Adriano Galliani, noi “siamo gli stessi, quelli di sempre, sicuri della nostra innocenza. Nel dna del Milan sta il rispetto delle regole". Il Milan non ha allontanato nessuno, piuttosto si è unito ancora di più. Niente conflitti intestini, denunce o richieste di danni. I nostri tesserati dormono nello stesso albergo, si presentano insieme nelle aule dell’Olimpico. Il nostro Presidente è al fianco del nostro amministratore delegato, i nostri dirigenti lottano anche e soprattutto per i tifosi. Tifosi che non intonano cori offensivi, ma si guardano negli occhi e si dicono che tutto questo non è giusto, che se la nostra difesa potrà essere ascoltata senza pregiudizio allora non si potrà non capire la nostra onestà. Perché non ci siamo presentati in uno studio televisivo senza contraddittorio, non abbiamo riempito i giornali di dichiarazioni: noi siamo andati a difenderci là dove ci hanno chiamati. Con il coraggio di chi sa di poter ribattere punto su punto con prove documentate. Ed è questo che ha fatto oggi l'avvocato De Luca. L’unica telefonata in un anno di intercettazioni che ha portato al deferimento dell’amministratore delegato del Milan è “priva di contenuti”. Nessuna approvazione, nessuna richiesta. Galliani viene informato della telefonata di Meani due giorni dopo. Anche Edda Gandossi, avvocato di Leonardo Meani, sostiene che "Parlare di sistema per il Milan non è solo inopportuno ma addirittura scorretto". La rabbia per i torti arbitrali non è stata studiata a tavolino o a cena con qualche rappresentante della federazione: è molto più semplicemente figlia del campionato. E questo è stato ed è sotto gli occhi di tutti. Non è un’intercettazione interpretabile, è un fatto di cronaca. Come lo è il fatto che Mazzei non designasse i guardalinee, l'ha confermato anche il suo avvocato Giuseppe Fonisto. Ecco perché il legale di Galliani conclude la sua arringa con queste parole: "Il legale della Juventus ha detto ieri che oggi il club bianconero è nuovo. Il Milan invece si presenta uguale a quello che era ieri. Lo dico con modestia e con orgoglio: siamo gli stessi, quelli di sempre, sicuri della nostra innocenza, ma deferenti di fronte al vostro giudizio. Saremo deferiti dalla vostra sentenza, ma siamo orgogliosi di essere il Milan" July 04 Il Milan ha solo protestato"Sono esterrefatto ed indignato delle richieste dell’accusa; il Milan non ha mai avuto favori arbitrali, anzi, al contrario, è stato vittima di favori arbitrali concessi ad altri club. Mi è difficile insomma non vedere in questa assurda e spropositata richiesta dell’accusa un movente ed una volontà politica assolutamente inaccettabili nell’ambito dello sport". Questo è quanto dichiara in una nota il presidente Silvio Berlusconi, commentando le richieste dell’accusa nel processo di Roma. Il nostro presidente ha poi continuato: 'L'addetto agli arbitri del Milan ha solo protestato e chiesto la designazione di assistenti corretti. La retrocessione è sanzione congrua solo se si sono avuti trattamenti di favore nella realtà del campo o se si è alterato il risultato di una partita. E' assolutamente impropria ed impossibile per chi ha solamente, e giustamente, protestato per torti subiti. Aggiungo che il Milan è al primo posto in Europa nella classifica ufficiale dei club e che ha quindi il grande merito di tenere e di aver sempre tenuto alto il prestigio del calcio italiano e dell'Italia sulla scena internazionale' June 15 l'allegra notte delle signore inglesi! VIVA LE INGLESI!Più ancora delle imprese dei celebri mariti e fidanzati, a far notizia è stata l'allegra notte alcoolica delle signore inglesi che,in un bar di Baden Baden,hanno messo insieme quasi 700 euro di spesa. Dopo i lunghi pomeriggi dedicati allo shopping per le vie del centro di Baden Baden, il gruppo di scatenate signorine (capeggiate da fidanzata e futura suocera di Rooney) ha celebrato la prima vittoria della compagine di Eriksson sul Paraguay con una notte pazza in un noto locale del centro, conclusa con balli sui tavoli ed una maxi sbronza collettiva che è finita immediatamente sulle prime pagine dei tabloid britannici. Circa una ventina le protagoniste della lunga notte di Baden Baden, comprese la sorella di David Beckham e e la diciassettenne Melanie Slade, dolce metà della rivelazione dell'Arsenal Theo Walcott. Canti e balli sui tavoli il leit motiv della festa, inondata inm perfetto british-style da litri di alcolici. Il conto finale, di quasi 700 euro, comprende: sette bottiglie di Moët & Chandon, 23 vodka lemon, 12 boccali “large” di birra, quattro sambuca, cinque bicchierini di liquore all'arancia, una Coca-Cola col Bacardi e, udite udite, quattro bottiglie di acqua minerale. Al rientro in albergo, reso peraltro complicato dal grado alcolico nonostante distasse solo qualche centinaio di metri dal locale, lo scatenato gruppo si è fatto notare con canti a squarciagola e schiamazzi vari, cosa non molto gradita nel vicinato visto che si scorgevano le prime luci dell'alba. In ogni caso, molti baristi tedeschi cominciano a tifare per gli inglesi sperando che i "Leoni" d'Inghilterra, ed il relativo codazzo di signore, finiscano prima o poi per alloggiare nella loro città. June 09 ATTO DI GUERRALa svolta è di quelle epocali. Mai sino ad ora era stato possibile valutare l'acquisto di una così stretta parente di una MotoGP. Sino ad ora le Case nipponiche hanno religiosamente rispettato un accordo, più o meno tacito, di non inserire in listino repliche delle moto della classe regina. Ora la Ducati rompe gli indugi e dal 2007 sarà possibile portare su strada una Desmosedici cugina di quella che lotta per il mondiale con Capirossi. Se a questo punto la seguiranno altre Case lo sapremo presto.
Il motore è un quattro cilindri a L di 90° con cilindrata totale di 989 cc, con la classica distribuzione desmodromica, alberi comandati da una cascata di ingranaggi e scoppi asimmetrici twin pulse. Molta la componentistica realizzata con materiali di pregio: il carter e le teste sono fusi in terra, le bielle e le valvole sono in titanio, mentre i coperchi del motore sono in magnesio. Quanto alla potenza, si parla di oltre 200 cv con lo scarico aperto e di poco meno con lo scarico in configurazione stradale, entrambi caratterizzati da una curiosa forma a camino. Di chiara derivazione pistaiola è anche il cambio, a sei marce completamente estraibile.
Il prezzo è di 55.000 euro, comprensivo di tre anni di garanzia e manutenzione, di un kit con scarico racing da 102 dB, di un telo coprimoto e di un cavalletto posteriore. Due le versioni previste: la "base, rossa con tabella bianca e la "Team Version", con anche la banda laterale bianca. Ogni Desmosedici RR è corredata anche di un kit di adesivi degli sponsor ufficiali 2006.
LA VOGLIOOOOOOOOOO!!!!!! 200 cavalli de moto!!!! Con questa in strada ci si va ad ammazzare............ May 15 RINGRAZIAMENTI E ADDII...Il sipario si abbassa su San Siro e su una stagione comunque esaltante. Ottantotto punti per il Milan in campionato, una semifinale di Champions League onorata fino all’ultimo secondo e persa contro il Barcellona di Ronaldinho, tradotto: applausi, tanti, tantissimi per una squadra sempre grandissima. Come spesso accade al termine di una lunga cavalcata di emozioni, c’è spazio però anche per la malinconia. Ma non quella che nasce dal rimpianto, ma più che altro dalla stima e l’affetto nei confronti di qualcuno al quale ci si è legati. Dopo 12 anni di matrimonio all’insegna dei successi, il Milan si separa infatti dalla Opel, suo sponsor istituzionale. Non una semplice scritta su una maglia, ma un rapporto consolidato che ha lasciato spazio ad amicizie ed affetti. A dare l’addio c’è pure Jaap Stam. Dopo due stagioni al Milan il gigante di Kampen torna in Olanda. Tutta la difesa e tutta la squadra risentiranno della sua assenza. I milanisti però vorrebbero fermarsi qui, non andare oltre emotivamente nel susseguirsi di addii. Il pensiero allora va a quel grande campione ucraino presente nella curva dei suoi tifosi. Andriy Shevchenko ha espresso la sua volontà a metà, ovvero lasciare il Milan. C’è da augurarsi che l’altra metà del suo pensiero, quella più vicina al cuore, finisca inghiottita dall’amore della sua gente per liberarsi poi in una convinzione ferma: come si può lasciare un universo così, fatto di successi e soprattutto legami nati in sette anni di magnifico rapporto. Per il resto ancora una volta grazie ragazzi. Per una stagione da applausi, vissuta sul filo di lana fino all’ultimo secondo, una cavalcata nella quale ogni giocatore ha dato il suo contributo. Lo ha dato anche Marcio Amoroso,l’ultimo arrivato, gli 88 punti in classifica sono anche merito suo, il suo calcio di rigore alle spalle di Doni ha chiuso la stagione. Un bel segnale da parte di uno spogliatoio che lascia un pallone decisivo a chi magari ha giocato meno. Il segnale forte ed inequivocabile che tutti sono pronti a ripartire, più motivati e forti di prima. May 13 LA CONFERENZA STAMPA DI ADRIANO GALLIANI E LEANDRO CANTAMESSAMILANELLO - Prende subito la parola Adriano Galliani: 'Io voglio, e la cosa a cui più tengo, tranquillizzare i nostri tifosi. Spiace essere coinvolti, anche se marginalmente o per niente. Spiace molto, perchè noi non abbiamo fatto nulla, siamo trasparenti e lo dimostreremo. Mi spiace molto per i tifosi e per me che sono tifoso come loro. Sono caduto dalle nuvole ieri e sono veramente arrabbiato oggi. Il tentativo è quello di fare di ogni erba un fascio e lascio la parola al consigliere d'amministrazione Avv.Leandro Cantamessa'.
Le parole dell'avvocato Cantamessa: 'Sono tanti anni che mi occupo di diritto sportivo, per cui ogni volta che vedo queste situazioni, sono molto disturbato. Quando ho visto le Ansa, ho detto Oddio. Poi ho visto gli atti e sono passato all'ira. Poi la nottata è passata e l'ira è passata. Posso solo confermare, al di là di situazioni di carattere emotivo, che il fatto che il Milan si trovi, mediaticamente e nei pensieri della Procura di Napoli, in questa vicenda è fuori dal mondo. Il Milan in questa vicenda ha un solo ruolo, quello della vittima. Provare a ribaltare la situazione da vittima a imputato è inverosimile. Adesso vigilo, credo che in una vicenda come questa si debba essere molto oggettivi. Basta leggere quali sarebbero gli addebiti e farsi venire i brividi, non è necessario essere avvocati'. Ancora Galliani: 'Io sto zitto perchè Cantamessa mi dice di stare zitto altrimenti farei il capo-tifoso. Certamente mi sento vittima ma l'avvocato Cantamessa mi dice che non devo dirlo. Lascio alla coscienza di tutti stabilire chi è il colpevole e chi è la vittima. Vedremo se ci sarà qualcuno che dira che i colpevoli siamo noi. Per la strada i tifosi capiscono che il Milan è vittima, però non è legale dirlo e allora sto zitto. Peccato che la solita Repubblica ha messo la mia foto vicino a quella di altri indagati (ride di gusto...) e scrive tre matrimoni e tre figli. Bellissimo...'. Ancora Cantamessa: 'Quando ho detto che non c'è bisogno di fare gli avvocati per capire, la questione si commenta e si giudica da sè, per questo bisognerà essere vigili. Con criterio di oggettività, che sta sopra la buona fede e il buon senso, e con una lettura serena e non di parte degli atti non può che portare ad una sola conclusione: sul Milan non c'è nulla. Rileggendo gli atti sono ancora più convinto di tutto questo e mi chiedo in maniera ancora più forte: Perchè? Accade spesso quando ci sono molti indagati che gli avvisi di garanzia partono e vanno in tutte le direzioni. Qui però abbiamo un riflesso di carattere sportivo. C'è già chi assegna lo scudetto all'Inter e considera il Milan retrocesso, questa è una lettura disattenta delle carte o una mancata lettura delle carte'. ARBITRI DA PENALIZZARE
IL TELEFONINO
Il designatore chiede che il 4° uomo di Roma-Juventus
tenga acceso il cellulare. Incarica la segretaria della Figc Fazi di
contattare la moglie di Gabriele.
Bergamo: “Mi dai una telefonata a Francesca, la moglie
di Marco, e gli dici che questa sera lui lascia un telefonino
attivo...in maniera che se ci fosse bisogno di qualcosa...”
"PAPARESTA? L'HO CHIUSO NELLO SPOGLIATOIO"
Un torto arbitrale subìto dalla Juve.
Qualcosa in chiara controtendenza che fa infuriare Luciano Moggi e
Antonio Giraudo. Al termine di Reggina-Juventus dello scorso campionato
i due dirigenti piombano come furie nello spogliatoio dell’arbitro
Paparesta. Scenetta riportata in questa intercettazione.
I protagonisti: Pietro
Ingargiola (osservatore Associazione italiana arbitri) e Tullio Lanese
(presidente Associazione italiana arbitri). I due sono accusati di
essersi adoperati “perché non venissero segnalate plateali violazioni
delle norme federali da parte di Moggi e Giraudo dopo la conclusione
dell’incontro Reggina-Juventus del 6-11-04, terminato 2-1”.
Ingargiola: “... Cumpa’, quello che ho visto io in vita
mia non l’ho mai vista una cosa del genere, cioè entrano Moggi e
Giraudo... Moggi lo minaccia col dito, col dito agli occhi...”.
I.: “... è venuto negli spogliatoi con il dito puntato a
gridare, lui e Giraudo, a e dirgli al guardalinee: Tu sei scandaloso
come è scandaloso il rigore che non hai dato. A Paparesta gli ha detto:
con te non abbiamo fortuna, almeno tu sei quello di sempre... cioè a
minacciarli là dentro... io gli ho detto a lui (riferendosi
evidentemente a Paparesta): ma tu di queste cose... dice: acqua in
bocca, mi fa, acqua in bocca per tutti... ripeto a me nun me ne frega
niente, io non ho visto e non ho sentito, sono cose vostre...”.
Lanese: “... problemi vostri sono... è logico, io non c’ero... io non c’ero...”.
L.: “... ma no, di Moggi e Giraudo no compare...”.
I.: “... no, non mi... no, no, ma che scherzi, no, no,
no, non ho visto e non ho fatto niente, io sono andato... quando questi
sono andati a minacciare io sono andato dentro il bagno...”.
L.: “Bravo, bravo, bravo”.
Una scena, questa, che racconta anche lo stesso Moggi, a
colloquio con una donna. Moggi: “... ho chiuso l’arbitro nello
spogliatoio e mi sono portato le... le chiavi in aeroporto... Ora lì
apriranno! Butteranno giù la porta!!”.
E quindi con Lanese, che gli risponde: “Lo so, non mi
dire, cioè io so tutto perché l’osservatore è un mio amico e m’ha detto
che t’ha visto entrare, cosa gli hai detto, dice io che devo fare? Tu,
gli ho detto, non c’eri e ti fai i beep tuoi eh... eh... eh...,
giusto?”.
I fatti
Sul 2-1 per la Reggina, Paparesta in effetti non vede (e il guardalinee non lo segnala) un netto “mani” di Balestri in area. Ma Reggina-Juve è anche una delle partite che potrebbe far parte del sistema di squalifiche “scientifiche” scoperto dagli inquirenti: la giornata precedente, infatti, Racalbuto in Messina-Reggina aveva ammonito Mesto, che era stato squalificato.
ARBITRI DA PENALIZZARE
Ma Reggina-Juve presenta altri strascichi telefonici.
I protagonisti: Luciano Moggi
(d.g. Juve) e Antonio Giraudo (a.d. Juve), accusati di essersi
adoperati “perché venissero arbitrariamente penalizzati gli arbitri che
non avevano favorito la Juventus”.
Moggi, relativamente a Paparesta, dice a un uomo: “Lo
faccio divide in due, altro che polemiche! Domani sera glie faccio levà
patente con l’obbligo di ridarle i danni entro 15 giorni, altrimenti
viene arruolato nella Legione Straniera”.
Moggi a Giraudo: “Poi ho parlato con Paolo e con l’altro, devono essere fermati”.
G.: “Per me devono massacrarli... Devono massacrarli sia
a Coverciano che poi non farli... per due mesi... due mesi devono star
fuori”.
M.: “... le moviole le movimento tutte! Li alimento io stavolta”. Milan-Juve dello scorso anno....2 rigori grandi come la casa di Moggi non dati al Milan...e si capisce il perchè!!!Moggi e Biscardi dopo Juve-Milan (0-0). M. “... però guarda bisogna fa assolve l’arbitro con formula ampia!”.
Bi.: “Bertini... sì, gli faccio mettere poco!”.
M.: “Niente... no... niente, niente, niente Aldo...
Taglia... taglia... taglia tutto... o dici che c’ha ragione l’arbitro
oppure devi taglià la moviola!”. May 08 Novanta minuti alla fineAncora novanta minuti, racchiusi in una sola partita, per il verdetto finale. Il campionato si deciderà all'ultima giornata e anche se la Juve resta sempre in vantaggio, il Milan ha avuto il merito di tenere viva la corsa scudetto fino alla fine. In attesa del responso definitivo, il bilancio stagionale dei rossoneri è di tutto rispetto. Lo confermano i numeri: 85 punti in 37 partite (6 in più rispetto ai 79 ottenuti al termine dello scorso campionato) per un totale di 83 reti realizzate, ben 19 in più rispetto alle 64 dell'intero scorso campionato. Se il girone di andata si era chiuso a quota 40 punti con 13 vittorie, un pareggio e cinque sconfitte, quello di ritorno ha visto la squadra di Carlo Ancelotti primeggiare sulle altre con 45 punti derivanti da 14 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta, quella contro il Lecce. L'obiettivo è stato più volte ribadito: raggiungere quota 88 punti, come ha indicato l'amministratore delegato Adriano Galliani. Per non avere rimpianti, per tenere viva la speranza fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata. April 27 Onore al Milan...e odio ai tedeschi!Ci hanno creduto, ci hanno provato a spaventare il Barcellona. Prima Kakà, poi Inzaghi, Seedorf e Cafu. E soprattutto Shevchenko che al 25' del secondo tempo stava per far esplodere il cuore dei rossoneri, non fosse che il suo gol è stato annullato dall'arbitro Merk. Ci hanno provato in tutti i modi a gonfiare la rete, sono stati più volte vicini a violare quell'imbattibilità della porta dei catalani che dura da tre anni nelle partite casalinghe in Champions League. Orgoglio e carattere, cuore e polmoni. Quello che aveva chiesto Carlo Ancelotti alla vigilia, quello che il popolo rossonero era sicuro di vedere al Camp Nou. Sì, perchè è vero il Milan non riesce nell'impresa di arrivare a Parigi, ma si ferma proprio ad un passo dalla finale. April 26 FORZA RAGAZZI! PERCHE' NOI CI CREDIAMO!Ore 19 di ieri. Pippo Inzaghi sul terreno del Camp Nou incrocia Puyol che ha appena finito l’allenamento, i due giocatori si scrutano e poi si abbracciano. Poi Pippo guarda verso l’alto, le tribune vuote e forse se le immagina gremite, forse prova a capire come sarà la sua prima volta al Camp Nou: ‘Questi sono stadi unici, come San Siro, è bello esserci è un’emozione unica. Clarence Seedorf dal canto suo non è nuovo a certe sfide, lui il Barcellona lo conosce bene per averci giocato contro in più di una occasione ai tempi del Real: ‘Non sarà una partita facile, ma dopotutto quale semifinale di Champions League può definirsi facile’. Sorride, la classica smorfia dei forti, di quelli che non hanno paura di niente e di nessuno, che contano esclusivamente sui propri mezzi: ‘Avevamo fatto una promessa, ovvero quella di ritrovarci a Parigi e direi che ci troviamo su questo campo per mantenere quanto abbiamo detto’. Inzaghi è un perfezionista, scruta, osserva, prova e poi saluta i cori dei circa 100 tifosi presenti a bordo campo: ‘Non sono il salvatore della patria, le vittorie le si ottengono con tutta la squadra, sono sicuro che il Milan darà tutto, speriamo possa bastare’. Per Clarence può bastare: ‘C’è una bella atmosfera attorno a noi, sentiamo l’affetto dei tifosi e questo ci rende forti. Sarà una sfida delicata, chiunque andrà in campo dovrà essere al 100% e soprattutto in ogni situazione dovrà fare la scelta giusta, ma sono fiducioso. Il Milan è teso quanto basta, ma non perde il sorriso, Kaladze da un buffetto a Pippo e la faccia del bomber quasi si spalma sul microfono di Milan Channel: ‘Alla partita d’andata non ci penso, ora è bello essere qui, c’è l’atmosfera delle grandi sfide e non mi interessa nemmeno sapere quale sarà l’altra finalista tra Villareal e Arsenal, penso solo al Barcellona’. Un chiodo fisso nella testa del Milan, l’impresa. Tutti vorrebbero arrivarci con la calma serafica di Clarence Seedorf, mai una smorfia, mai un sopracciglio che si aggrotta: ‘Il terreno e il pallone come sono? Tutto ok, oggi un po’ asciutto domani un po’ bagnato, il pallone poi lo conosciamo. Qualcuno dice che la sfera non sia tra le migliori, troppo leggere, ma sapete a Seedorf quanto importa? “Nulla, noi siamo il Milan”. April 15 POVERETTI....Sti poveri interisti....pure il derby han perso...hihi! E come sempre la curva Sud crea coreografie spettagolari come ad ogni derby......Dante sei stato superato! April 12 PIANTI DI GIOIAUn grande allenatore del calcio di altri tempi diceva che quando si vince si deve stare zitti. Mi scuserà Nereo Rocco. Questa notte davvero non ci non riesco a stare zitto. Perché devo raccontarvi una storia. Tanti o pochi di voi forse la conoscono già, o perché l’hanno vissuta personalmente oppure l’hanno ascoltata da un amico, da un fratello. Mi è capitato altre volte di scrivere a molti di voi. Per esempio, dopo quella volta nei quarti, con l’Ajax. E come si può dimenticare. Scrissi a Carlo Ancelotti per cercare di ringraziare tutti quelli che c’erano quella sera in campo, a bordo campo, a Milanello e in via Turati. Non sono mai riuscito purtroppo a ringraziare degnamente Rino Gattuso per quelle belle parole che disse a Milan Channel, dopo quell’incredibile semifinale che ci portò ‘metà vivi, metà morti’, a Manchester. Ho ringraziato di cuore l’Amministratore Delegato, il dott. Adriano Galliani, per aver riconosciuto, in quello che avevo scritto a modo mio, le grandi emozioni del Milan. E come si può dimenticare tutto questo. Però la storia di oggi è un’altra. Quella che forse, alcuni di voi già conoscono. ‘E’ solo un gioco Alessandro’ pensavo, vedendolo mentre stava soffrendo questa sera. Ma non riuscivo a dirglielo. Un po’ come capita spesso fra padri e figli. Perché stavo soffrendo anch’io come mai mi era capitato. E’ perché sto per compiere 50 anni? Che fare. Così, inspiegabilmente, ho pensato a mio padre. La vita riserva sempre delle sorprese. Lui era nerazzurro. Mia madre rossonera. Lo sentivo urlare di gioia il mercoledì sera, ma ero troppo piccolo e non capivo perché. Quando sono diventato grande non l’ho mai preso in giro, anche quando sarebbe stato facile per me. Non lo ha mai fatto nemmeno lui, anche in tempi nei quali gli sarebbe stato altrettanto facile farlo. Nelle vicende della vita, come in quelle del calcio, ci siamo sempre onorevolmente rispettati. Forse per questo mi ha ascoltato questa sera. Gli ho detto guardando il cielo: ‘Papà, dagli una mano a questi ragazzi’. Se lo meritano. Perché hanno cuore, nelle vittorie come nelle sconfitte. E’ la nostra storia, no? E’ anche la storia del Milan. Da come è rimbalzata quella palla sbattendo sui due pali, ho avuto la certezza che solo un interista avrebbe potuto dare una mano al Milan in quel modo, da lassù. Ho alzato le braccia al cielo, come fa spesso Ricky dopo un gol, per ringraziarlo. Poi, per la prima volta nella mia vita in uno stadio di calcio, ho pianto di gioia. Questa è la storia che ho voluto raccontarvi. Forse qualcuno di voi l’aveva già ascoltata da un amico, da un fratello. Ma questa notte no, non ce l’ho proprio fatta a stare zitto. Chissà se ce la faremo mai a ringraziarvi abbastanza per le emozioni che riuscite sempre a regalarci.
Milano, 4 aprile 2006
Marco Siracusa
April 11 CARO PRODI....E ora son proprio curioso di vedere che combina certa gente....se farà ridere o ci tirerà su come han promesso a mò di Pollon! IO VI DONO LA FELICITA'! .......ora tocca ai fatti e non più alle parole...e qui si vedrà.... April 05 Milan-LyonE anche per stavolta.....gli avversari devono fare un lungo viaggio tra le lacrime...hanno avuto l'illusione fino all'88°....come spesso accade agli avversari del Milan(ricordiamo l'Ajax due anni fa...altra partita da infarto!)...ma poi al momento decisivo ecco che Pippo Inzaghi(sempre lui come con l'Ajax) gli rifila sta pappina sui denti che faranno fatica a digerire!!!!!! E dallo Stadio si alza un boato che il cemento sotto i piedi inizia a tremare e gli odiati francesi abbandonano così la coppa....ma quanto mi dispiace! FRANCESI DI MERDA!
...peccato poi per i cugini interisti...
E ora ci attende il Barcellona probabilmente....e anche lì sarà una partita ma stavolta vera tra due squadre che sanno giocare il bel calcio....arrivederci San Siro! A presto!
E una foto per i cugini....così siete da 15 anni or sono! E il tatuaggio di Materazzi...beh! Solo una risata per la curiosa coincidenza....il "LION" domato e affranto! |
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